Vita e Morte di un Supereroe.

La storia della cometa Wonder Man.






Per farla breve : Victor Fox era un commercialista della National (attuale Dc Comics). Tra la fine del 38 e l’inizio del ‘39, si fece due conti (dopotutto chi meglio di lui poteva farli) e si rese conto che le cose andavano a gonfie vele, e continuavano a migliorare. Così mollo la National e la sua carriera da commercialista, e si spostò in un ufficio accanto a loro, proprio nello stesso palazzo, e cominciò a sfornare comic book a buon mercato. E quando dico a buon mercato, è da prendere alla lettera.

Victor Fox

Cominciò con riviste per ragazze e sull’astrologia, ma all’epoca pare proprio che amasse già definire sé stesso : ‘’The King of Comics’’. Un tipo abbastanza eccentrico, insomma, che non mostrava di avere realmente fiuto, ma solo la voglia di stravolgere il mercato. Per capirci meglio, oltre ai comic book, si getta anche in altri campi. Cercando di accodarsi al successo che stavano ottenendo bevande come la Pepsi e La Coca-Cola, Victor Fox promosse una nuova bevanda, la Kooba Cola ‘’La bevanda più nuova e più gustosa che c’è al mondo!’’, e poi mise le mani anche nella produzione dei Comicscope (che giravano anche in Italia fino alla fine degli anni 70, non so se ve li ricordate…).

Ma la cosa alquanto bizzarra è che, anche se i suoi prodotti erano tutti a prezzi stracciati, riuscì a sfornare una qualità artistica nei fumetti senza pari. Will Eisner, Jack Kirby, Joe Kubert, Klaus Nordling, Lou Fine, Bob Powell, sono solo i nomi più eccellenti che vennero spremuti per pochi soldi da Victor Fox. Quale arcana forza può aver reso questo possibile, direte voi. Ad oggi non è chiaro neanche questo. Si può solo ragionevolmente ipotizzare che siccome queste leggende del fumetto vivevano nello stesso arco temporale, Victor, ‘’The King of Comics’’ per l'appunto, abbia fatto da magnete per questi geni che volevano emergere. Forse la domanda più giusta da farsi non è come Victor Fox abbia avuto tra le mani quelle leve a basso costo, ma come mai l’America sfornò tutti quei geni nello stesso periodo.

L’odissea fumettistica editoriale della Fox Featured Syndacate, come quella di molte altre case editrici, comincia non solo nel ‘39, ma anche con un’imitazione di Superman. Il primo comic book era titolato Wonder Comics e l’eroe in copertina era Wonder Man. Il primo numero esce a maggio, lo stesso mese di Batman, e non è un caso visto che Victor Fox aveva ancora molti agganci all’interno della National. Probabilmente ha fatto coincidere l’uscita con l’Uomo Pipistrello proprio per dare una stroncata alla National quando le indagini di mercato si sarebbero chiuse e lui avrebbe stravinto con il suo Meraviglioso Supereroe. Questo naturalmente era quello che pensava Victor.

Wonder Man appare sulla copertina del primo numero in tutto il suo splendore. Impossibile evitare il paragone con la prima copertina di Superman. Le differenze sostanziali, oltre al costume completamente rosso di Wonder Man, sono i capelli, quelli di Wonder Man son biondo oro, e poi lo sfoggio della potenza. Mentre Superman sollevava un auto con entrambe le braccia, Wonder Man, invece è colto mentre salta tra due tetti e con una mano, la sinistra, blocca un caccia giapponese che si sta schiantando sul palazzo, tutto mentre guarda da un’altra parte ancora, come se quello che stesse già facendo (saltare i palazzi e bloccare l’aero con una mano) fossero solo bazzecole e ci fosse altro ancora a cui pensare. Intorno a Wonder Man i segni di un bombardamento ci preannunciano alla storia che stiamo per leggere.

Come era norma all’epoca, il background del personaggio non veniva mai raccontato. Non era necessario. The Clock, Crimson Avenger, Arrow, Sandman, anche lo stesso Batman, era dato per scontato il fatto che un uomo, qualsiasi cosa egli fosse nella vita reale (dandy, avvocato, giornalista, etc etc) la notte potesse indossare una maschera per combattere il crimine. Superman fu un eccezione, ma perchè avendo i Superpoteri doveva essere fornita una spiegazione a queste virtù sconosciute, anche per comprenderle meglio e creare un empatia drammatica con il personaggio. Non sarebbero assolutamente assimilabili ai lettori le storie di un giornalista che fa il finto tonto e che quando c’è da passare all’azione risolve tutto apparendo all'improvviso in costume e con un corpo che risulta stranamente sovrapotenziato in tutto quello che fa. Così sovrapotenziato che lo rende perfetto.

Wonder Man è il secondo vero Supereroe (in quanto provvisto di Superpoteri) che indossa una Maschera per nascondere la sua identità. E naturalmente anche qui dev’essere giustificato il Superpotere del personaggio, anche perchè il Superpotere di Wonder Man sembra essere qualcosa di insormontabile. Eisner fa un’operazione 'a metà': ai lettori non interessa vedere Fred (l'alter-ego umano di Wonder Man) mentre conduce una vita normale, e di colpo acquisisce il potere, ai lettori interessa vedere il prima possibile un tizio che fa cose incredibili con il suo corpo, e relega tutto l’antefatto che giustifica il Supereroe in una unica, grande vignetta, ad inizio storia. Una grande vignetta compendiata da una didascalia e da un lungo dialogo.


DIDASCALIA1

ECCO A VOI FRED CARSON, WONDER MAN: BENEDETTO CON UNA FORZA SOVRANNATURALE E DESTINATO AD ESSERE L'ETERNO DIFENSORE DEGLI OPPRESSI E DEI DEBOLI, NEMICO IRRIDUCIBILE DEL MALE E DELLE INGIUSTIZIE. AL MONDO E' NOTO COME FRED CARSON, TIMIDO RADIOTECNICO E INVENTORE.


BALOON 1

FRED CARSON, INDOSSERAI QUESTO ANELLO COME SIMBOLO DEI POTERI ERCULEI CHE TI SONO STATI CONFERITI. FINCHE' LO INDOSSERAI, SARAI L'UOMO PIU' FORTE SULLA TERRA, INVINCiBILE E IMPAREGGIABILE. E ADESSO VA', IN NOME DELL'UMANITA' E DELLA GIUSTIZIA!



Il Background di Superman è invece di una tavola, con alla fine una breve spiegazione tecnicamente più scientifica dei suoi poteri. Dopotutto Eisner aveva definito Siegel & Shuster ancora incompetenti, molto probabilmente lui avrebbe riassunto la storia di Superman in una sola grande vignetta.

La National reagì immediatamente e come un leone. Victor Fox l'aveva fatta non grossa, gigantesca. E lavorava anche nello stesso palazzo. Non esisteva affronto maggiore. La rapidità e la ferocia non ci è ancora nota, ma è resa palese dal fatto che Wonder Man sparì immediatamente, e non è mai più stato visto neanche di sfuggita. Eppure sappiamo come lavora e lavorava l’industria ai tempi. Abbiamo visto nella storia di Master Man della Fawcett, avvenuta un anno dopo, che le cose naturalmente non funzionano in modo tanto rapido, soprattutto quando si mettono di mezzo gli avvocati. E poi un secondo episodio è quasi certo che sia stato realizzato, forse anche di più, invece Wonder Man venne completamente e istantaneamente fatto fuori, probabilmente reimpostato in un altra serie, smembrato, abbandonato. Disintegrato. E tutto nell’arco di un solo mese.

Nelle mani giuste, la National sapeva farsi valere, e lo stava ampiamente dimostrando...

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