Le Bacchette Magiche non hanno tutte la stella sulla punta.

Aggiornato il: 18 set 2019

Analisi sui Supereroi della Magia: da Mandrake al Dr. Strange




Una bacchetta è un'asta sottile e leggera che si tiene con una mano ed è tradizionalmente fatta di legno, ma può anche essere fatta di altri materiali, come metallo o plastica. Una bacchetta che viene utilizzata per scopi magici è spesso chiamata bacchetta magica, piuttosto che semplicemente bacchetta, e viene utilizzata in molte cerimonie pagane per concentrare l'energia durante l'esecuzione di incantesimi e rituali.

Le bacchette sono distinte dagli scettri , che hanno uno spessore maggiore, sono tenuti in modo diverso e hanno un ornamento superiore relativamente grande su di essi.

Un bastone utilizzato per raggiungere, indicare, disegnare nella terra, dirigere altre persone, ma anche per uccidere, è uno dei primi e più semplici strumenti conosciuti dall’uomo. Dipinti rupestri dell'Età della Pietra mostrano figure che reggono bastoni, che possono essere rappresentazioni simboliche del loro potere. Nei tempi moderni, le bacchette sono invece solitamente associate alla magia da palcoscenico o alla vera magia , ma ci sono stati altri usi, tutti derivanti dal significato originale, sinonimi di verga e di vergogna .

Le bacchette sono state introdotte nell'occulto nel 1200. attraverso il grimorio latino "Il Libro di Onorio" . L'idea della bacchetta del Libro di Onorio, insieme a varie altre idee, furono successivamente incorporate nel grimorio del 1500 "La chiave di Salomone". La chiave di Salomone fu popolare tra gli occultisti per centinaia di anni. Nel 1888, fu pubblicata una traduzione inglese della Chiave di Salomone di Samuel Mathers (uno dei co-fondatori dell'Ordine Ermetico Dell'Alba D'Oro ), che rese il testo della Chiave di Salomone disponibile per il mondo anglofono . Quella versione inglese del 1888 ispirò Gerald Gardner, il creatore di Wicca, per incorporare la bacchetta e vari altri oggetti rituali nella Wicca. Le bacchette sono oggi utilizzate dal The Hermetic Order of the Golden Dawn , Thelema e Wicca, e da praticanti casuali di magia.

Nei fumetti le bacchette magiche arrivano presto, con Mandrake The Magician. E sono della stessa stregua dei poteri della lampada di Aladino. Nel 1938, su Action Comics, accanto Superman, troviamo per l'appunto un clone di Mandrake, che si è più amalgamato, rispetto al personaggio precedente, alla ormai leggenda di Leon Mandrake (di cui abbiamo parlato qui https://www.dossier9.net/post/meet-mandrake-the-magician ), dando la nazionalità italiana al protagonista: Giovanni Zatara. Si sviluppano così alcuni stereotipi da latin lover, tipici dell'Italia vista dall'estero, come la pizza, il mandolino e la mafia.

Giovanni Zatara resta un personaggio ancora utilizzato nell'Universo DC, comparendo anche in alcune saghe importanti degli ultimi anni. La figlia, Zatanna, maga anche lei, dà vigore, soprattutto femminile, ad un personaggio che viene comunque presentato come ormai in età avanzata. Zatara resta una figura mitica e di tutto rispetto nell'Universo a fumetti della Dc Comics. Si narra abbia addestrato Bruce Wayne nell'arte della escapologia (la capacità di liberarsi da manette, catene, spazi angusti, sopravvivenza sott'acqua).

Da Mandrake a Zatara passano quattro anni. Da Zatara ai numerosi epigoni passa appena un anno e mezzo. E gli epigoni sono una moltitudine che neanche potete immaginare. Ma questo è causato anche dal boom che stavano avendo i supereroi. Se considerate che nel 1938 erano uscite 8 testate con protagonista un supereroe , che nel 1939 le testate nuove erano 34, quasi il quadruplo, e che negli anni a seguire, come vedremo proseguendo la nostra analisi cronologica, sarà sempre peggio, immaginatevi quanta mole di testate era straripata fuori da una compulsiva dimostrazione editoriale su chi aveva il Supereroe migliore.

L'argomento dei Supereroi della Magia occupa forse un 20% di tutta la sfera dei Supereroi, ed è quindi abbastanza vasto, e in buona parte inesplorato, soprattutto se comprende tutto l'arco temporale dalle prime strip, ad oggi, e non ci basterebbe un articolo, ma neanche un libro potrebbe essere esaustivo. L'argomento ha derive fino ai giorni odierni, ma anche concentrandoci solo sul periodo della Golden Age, per trattare l'argomento in modo completo ci vorrebbero molte più pagine e molta più ricerca. Ci limiteremo quindi a tracciare delle linee guida dei Supereroi della Magia, che chiaramente provengono da Mandrake, fino al 1963, ovvero fino all'avvento del Dottor Strange (personaggio ormai reso famoso dal film, ma che fino a 3 anni fa solo gli acerrimi lettori dei fumetti della Marvel conoscevano).

I primi due personaggi dopo Zatara, sono pubblicati contemporaneamente sul primo numero di Top-Notch Comics della MLJ (agli albori della loro produzione, la casa che pubblicherà Archie), dicembre 1939. Uno è The Mystic, l'altro è The Wizard. La MLJ si iimmette sul mercato, giocandosi con intelligenza la carta del supereroe e quella del mago, ma ne altera le sfumature, o motiva i classici buchi vuoti, creando spessore. E giocando con molta astuzia, crea The Wizard come l'ennesimo clone di Mandrake, ma solo nell'aspetto. Infatti costui (tale Blaine Whitney) non solo non usa la magia, ma l'argomento non può neanche essere contemplato nelle sue cervellotiche storie. The Wizard è un supercervello, l'unico uomo che può spiegare l'inspiegabile. Se si può spiegare l'inspiegabile, vuol dire che non è tanto inspiegabile come sembra...

The Mystic è invece il vero ed unico Mago della MLJ, è in lui che si clona l'essenza di Mandrake. Vista la troppa somiglianza tra i due nomi The Mystic e The Wizard, il nome della testata del primo verrà cambiato sul terzo numero di Top-Notch Comics, in "Kardak, the Mystic Magician".

Su Mystery Men, La Fox tira fuori un mutante umano che gioca il ruolo di Mago, utilizzando in realtà altre capacità che lo fanno ritenere un Mago, ma che non appartengono alla magia, come la telecinesi, la telepatia, l'ipnosi e qualche trucco da prestidigitatore da palcoscenico.

Arriviamo agli anni 40, quando la Fawcett vede luce. La Fawcett è importante per l'argomento in questione, in quanto si occuperà dei Supereroi della Magia fin dalla prima e più importante pubblicazione, lanciando un personaggio stratosferico, che rivoluziona i codici, riuscendo lì dove nessuno era ancora arrivato fino a quel momento, ovvero: fondere Mandrake a Superman.

Billy Batson è un ragazzino orfano di quindici anni che vive a San Francisco. Ogni volta che Billy dice la parola Shazam, un fulmine lo colpisce e diventa una specie di Superman, cioè un adulto che può volare ed ha una forza e una resistenza paragonabile solo all'Uomo d'Acciaio. Queste abilità gli sono state date per l'appunto da un Mago, chiamato Shazam, che ha scelto Billy per lasciargli il suo ruolo e proteggere la terra dal male in costante agguato. I poteri che derivano sono quelli, definiti all'unanimità, come la fonte della magia per eccellenza: la parola. Tutti gli utilizzatori delle arti arcane sanno che c'è un potere occulto nascosto nei nomi, e il nome Shazam racchiude contemporaneamente sia un nome di persona che quello di un incantesimo. S.H.A.Z.A.M. indica appunto i poteri che possiede Capitan Marvel, riportati sempre in calce a tutti gli episodi. La S rappresenta la Saggezza di re Salomone, la H sta per la forza di Hercules, A come la resistenza di Atlante, Z come i fulmini che può scaturire Zeus e anche la sua capacità di guarigione, con la seconda A s'intende il coraggio d'Achille, la M finale invece sta per Mercurio, con il quale ha garantita la capacità di Volare.



In Capitan Marvel/Shazam è quindi condensato il messaggio principale del Supereroe della Magia, il Dono della Parola.

Uno dei personaggi di punta accanto Capitan Marvel/Shazam vuole essere Ibis, l'Invincibile, una mummia resuscitata che usa la ibisbacchetta per automunirsi di vari ibisaggeggi di qualsiasi tipo e specie, e per fare magie. La fretta nella realizzazione del personaggio ha più volte messo gli autori in varie difficoltà, visto che è impossibile creare grane a uno che uno che può fare tutto quello che vuole, tutte le volte che vuole. Pertanto, sembra assurdo, ma il più grande nemico di Ibis sembra essere proprio Ibis stesso. Infatti è lui ogni volta a crearsi le grane maggiori che consentono, tramite apposito cliffangher, l'accesso all'episodio successivo. Ma lo svampito Ibis, non è l'unico Mago della Fawcett. Warlock (che avete visto in questo numero), e poi, sempre dall'Egitto, El Carim, dal quale si genererà uno spin-off di maggior successo, Balbo, The Boy Magician.

A questo punto è la Dc che rilancia, creando l'essere dal potere assoluto, quello che può tutto. anche senza parlare. Gli basta pensare, perchè è un Dio. The Spectre (in Italia, meglio conosciuto come Lo Spettro) è una divinità, ed è quindi dotato di poteri illimitati.

The Spectre è, anzi era, Jim Corrigan, detective morto in azione. Corrigan risorge ed ha una seconda possibilità come rappresentante dell'Ira Divina, una sorta di giudice in Terra che decreta se l'anima di un mortale deve ancora vivere oppure se è già tanto malvagia da meritare le fiamme dell'inferno per il resto dell'eternità. In un certo senso, quindi, non era proprio un "eroe" nel senso stretto della parola, ma piuttosto un vendicatore senza scrupoli, che non ha nessun problema ad uccidere i malvagi.

La costruzione del personaggio, nel corso degli anni, lo rende praticamente onnipotente, in grado di cambiare lo stesso aspetto della realtà.

Ma in fondo, la maggior parte dei personaggi Dc intesse i propri personali rapporti nelle storie di origini, con la Magia, da Wonder Woman a Green Lantern.

L'implosione provocata da The Spectre, ridimensiona le aspirazioni ansiose delle varie case editrici che, sorpassate di gran lunga dalla Dc, tornano a creare classici personaggi intrisi di magia e oggetti magici. Da a Jimmy and his Magic Patch a Jimmy Jolly e il suo ombrello magico, passando per Tor della Quality (un Mago fotoreporter).

Se nella Dc Comics la Magia è un dono con cui nascono alcune persone, o viene acquisita tramite l'ausilio di oggetti magici (o viene donata come premio), in casa Marvel Comics la Magia è una forza che sovverte l'ordine naturale delle cose. La Marvel, all'epoca Timely Comics, fa il suo ingresso proponendo il suo personaggio della Magia, tale Magar. Più un negromante che un Mago, il suo potere infatti è proprio quello di evocare gli spiriti dei defunti. Magar è la versione di Capitan Marvel/Shazam della Marvel. Contemporaneamente, la Marvel propone anche Mantor The Magician, che fonde presunte abilità magiche con altre abilità, rendendo i limiti del suo potenziale praticamente illimitato come qualsiasi Mago degno di rispetto.

Adesso compiamo un lungo salto in avanti nel tempo, e arriviamo bruscamente nel 1963, quando la Marvel crea uno dei personaggi più oscuri e emblematici (e lisergici) del suo parco personaggi: il Dr. Strange. Concepito interamente da Steve Ditko per introdurre un diverso tipo di personaggio nell'Universo Marvel e chiamato "Dr. Strange" in quanto avrebbe dovuto debuttare su Strange Tales, il personaggio è stato presentato con una storia di cinque pagine all'allora redattore capo Stan Lee, che ha quindi scritto una lettera all'esperto di cultura popolare Jerry Bails per chiedere consiglio sul da farsi descrivendolo come un'idea di Ditko.

Dopo aver esordito su Strange Tales (vol. 1) n. 110, datato luglio 1963, le avventure del Dottor Strange compaiono anche nell'albo successivo e nel 114 prima che sia narrata la storia delle sue origini sul n. 115 (dicembre 1963). Lee aggiunge inoltre al personaggio elementi narrativi ispirati dal programma radiofonico degli anni trenta Chandu the Magician, e il caratteristico lancio di incantesimi con nomi scioglilingua di cui, per sua stessa ammissione, lo stesso Lee ignora il significato, avendoli composti unicamente per il loro suono "mistico e misterioso".

Lo storico del fumetto Mike Benton ha scritto: "Le storie del Dr. Strange degli anni '60 costruirono una cosmologia coerente che avrebbe entusiasmato qualsiasi teosofo che si rispettasse . Studenti universitari, menti appena aperte da esperienze psichedeliche e misticismo orientale , leggono le storie di Dr. Strange di Ditko e Lee con la convinzione di un recente convertito di Hare Krishna . Il significato era dappertutto e i lettori hanno analizzato le storie del Dr. Strange per la loro relazione con i miti egizi, gli dei sumeri e gli archetipi junghiani ."

Lo storico Bradford W. Wright ha aggiunto: "Steve Ditko ha contribuito con alcuni dei suoi lavori più surreali al fumetto e gli ha dato una qualità disorientante e allucinogena. Le avventure del Dr. Strange si svolgono in mondi bizzarri e dimensioni contorte che ricordavano i dipinti di Salvador Dalí . Ispirato dai maghi della pulp-fiction dell'infanzia di Stan Lee e dalla cultura contemporanea dei Beat , il dottor Strange predisse notevolmente il fascino della controcultura giovanile con il misticismo e la psichedelia orientali."

Come co-plotter e successivamente unico plotter nel metodo di scripting della Marvel , Ditko ha portato Strange in regni sempre più astratti. In un arco narrativo di 17 numeri, da Strange Tales n. 130 al 146 (marzo 1965 - luglio 1966), Ditko introdusse il personaggio cosmico Eternity , che personificava l'universo e veniva raffigurato come una sagoma piena di cosmo.

Con Eternity, la Marvel creò un corrispettivo a The Spectre della Dc, ma ormai erano gli anni '60, e questa un'altra storia...

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