Cosa sono i Supereroi - II° parte: Il Superuomo

Tranne che Nietzsche. gli anni precedenti al 1933 non fanno nessun accenno al Superuomo. Nei romanzi pulp c’è sì The Shadow, le strip a fumetti al massimo della loro profondità narrativa contengono Tim Tyler's Luck (in Italia Cino e Franco), mentre alla radio c’è Lone Ranger e in libreria vanno forte i romanzi di Tarzan, l’Uomo Scimmia.

Non c’è nulla che parli di uomini con Superpoteri. Lone Ranger è sì un Eroe mascherato, anzi, come l’ho chiamato in precedenza (e come lo chiamerò nel seguito di questa indagine NB) un Giustiziere Mascherato. Giustiziere, perché porta la sua giustizia. Come Zorro che combatte per la terra. E in Lone Ranger, per il contesto in cui si muove, è più evidente. Parliamo del selvaggio far west, fin troppo conosciuto agli americani, visto più come un era di abbrutimento che di colonizzazione. Non era mica sconosciuta l’America, era sconosciuta al popolo occidentale...

Poi c’è Tarzan, che non indossa la maschera, ma qualche ‘superpotere’ sembra averlo. Primo fra tutti quello di comunicare con gli animali e di combattere con le loro tecniche e con la loro forza. Ma Tarzan è incentrato su sé stesso, o sulla salvaguardia della natura. Come Phantom, non è un Supereroe a tutti gli effetti perché è circoscritto in una regione ben definita (nel caso di Phantom, i pirati che fanno scorribande in Africa) e non rappresenta un ideologia per la salvaguardia dell’umanità come i Supereroi dovrebbero fare. Phantom è un 'Supereroe delimitato', non un 'Supereroe a tutto tondo'.

Il Regno del Superuomo (=>The Reign of Super-Man) è un evento. Un evento che conoscono solo quei pochi che hanno comprato Science Fiction: The Advance Guard of Future Civilization. Mi è chiaro che le lanterne da seguire sono proprio quei due ragazzi ebrei dalle grandi idee, non ancora ben sviluppate. Mi aiutano una serie di dichiarazioni rilasciate da entrambi nel corso di un’intervista.

"Come fan della fantascienza, conoscevo solo i vari temi del campo. Il tema del superuomo è stato uno dei tanti temi da Samson ad Ercole. Io mi sono seduto e ho scritto una storia di questo tipo, solo che in questa storia, il Superuomo (Superman) era un cattivo ". - Joe Siegel

Il Superuomo malvagio era solo la mia idea di cattivo." Joe Shuster

Uomo e Superuomo di Shaw era uscito da poco al teatro, Siegel & Sushter l’hanno visto e rivisto, ma volevano andare a fondo alla faccenda. Entrambi risultano al momento gli unici principali indiziati della mia indagine. Quindi gli sto addosso.

The Domain of Super-Man naturalmente non riscosse il successo desiderato. All'epoca le fanzines venivano stampate in piccoli numeri e vendute per posta alle sole persone che ne erano interessate. Si pubblicavano in privato tante, o poche copie, secondo le richieste. I metodi utilizzati erano molto simili a quelli che ci sono ora, Print On Demand (POD): la stampa degli ordini che ricevi e il corrispettivo invio. In un'asta di qualche anni fa, è stato stimato che furono stampate meno di cinquanta copie di Science Fiction: TAOFC # 3 e le probabilità che il 10% di quelle sopravvissute siano rimaste intatte sono rare. Oltre l’Accademia di Boston che ne ha curato una mostra, Nicolas Cage, gran fan dell’Uomo d’Acciaio, riuscì ad acquistarne una copia da Sotheby's, nel 1991, per la somma principesca di $ 10.000, e successivamente la vendette, oltre un decennio dopo, quando si tolse la maggior parte della collezione per placare il fisco (interessante notare che Cage ha la possibilità di pagarsi la strada dal suo debito, mentre Wesley Snipes finì in prigione).

Poi Siegel s’imbattè nel primo vero albo a fumetti della storia: Detective Dunn – Secret Operative n. 48, il 12 maggio del 1933 (l'albo in questione è stato tradotto in italiano e pubblicato in rete dal Collettivo fogliesulfiume qualche anno fa. Per leggere il primo albo a fumetti della storia, copia/incollate il link sottostante sul browser => https://fogliesulfiume.blogspot.com/2017/05/detective-dan-agente-in-servizio-n-48.html?m=1 )

Sconvolto dal formato innovativo con cui veniva distribuito (diversamente dalle solite strip che si trovavano in fondo alla pagina di qualche quotidiano), Siegel convinse l’amico, e le loro forze si spostarono sull'ancora acerbo mondo del fumetto, creando nuove idee e personaggi, ma senza mai abbandonare il nome o il concetto di Superman. Pertanto rivisitarono il personaggio, lo ritoccarono e provarono ancora.

Siegel & Shuster stavolta realizzarono una versione diversa di Superman che poteva essere una buona base per un libro a fumetti sullo stile di Detective Dan, solo più potente e di successo. Convinti dell’idea, crearono il loro primo fumetto, "THE SUPERMAN", e lo inviarono alla Consolidated Book Publishing, gli stessi editori di Detective Dan. A quanto sembra, realizzarono un albo con lo stesso formato: 48 pagine in bianco e nero, A4. Ma la proposta della Consolidated non ebbe seguito, e "THE SUPERMAN" non fu pubblicato. In un istinto irrazionale per la delusione degli sforzi e della fatica, Joe bruciò le tavole dei disegni originali. Tutto finì in fumo, tutto tranne la copertina (che potete vedere nell'immagine a destra).

"Un paio di mesi dopo aver pubblicato questa storia, mi venne in mente che un Superman-Eroe, invece che un Superman-cattivo, poteva diventare un grande personaggio a fumetti, nella stessa vena di Tarzan, solo più Super-Sensazionale. Joe e io lo disegnammo un libro a fumetti - questo accadde agli inizi del 1933. Ci interessava un editore per tirarlo fuori, ma quando cambiò idea, fu la fine di quella particolare versione di Superman - chiamata The Superman. In pratica, tutto era andato in fumo, e a tal proposito. Joe si arrabbiò così tanto che ne bruciò via la maggior parte. "- Jerry Siegel

Joe era terribilmente scoraggiato. Aveva solo 19 anni un lavoro part-time come fattorino di un negozio di generi alimentari, e altri saltuari lavoretti, come il trasporto di scatole pesante e la vendita di gelati per le strade. E quel rifiuto fu la goccia che fece traboccare il vaso.

"Abbiamo salvato la copertina. Il resto dei disegni erano una versione grezza di Superman. Non era proprio Superman: era prima che si trasformasse in una figura in costume. Indossava semplicemente una maglietta e dei pantaloni; era più simile a Slam Bradley che a qualsiasi altra cosa - solo un uomo d'azione. Ma l'abbiamo chiamato Il superuomo. Quella fu la seconda volta che usammo il nome. Io sono un perfezionista, e credo che il fatto che i disegni siano stati snobbati mi ha fatto desiderare di strapparli. Li ho semplicemente distrutti. Ho detto, 'Se mai lo faremo di nuovo, lo rifarò meglio’. Il 1933 è stato un periodo molto brutto quello per noi. "- Joe Shuster

Il rapporto tra i due dovette subire un brusco arresto. Siegel non vedeva un futuro. Shuster invece cominciò a guardare altrove...