1934 e i 4 Elementi

Aggiornato il: 13 mar 2019

Mentre nel 1934 l’Italia batte 2-1 la Cecoslovacchia nei Mondiali di Calcio diventando per la prima volta Campione del Mondo, si predispongono, come in una grande partita a scacchi, le pedine per l’ultima Grande Guerra Mondiale di cui abbiamo memoria, Hitler infatti viene eletto Capo dello Stato, e s’incontra per la prima volta con Mussolini, Alessandro I, re di Yugoslavia, viene ucciso in un attentato a Marsiglia, e sempre quell'estate, in Germania, si svolge silente luogo La Notte dei Lunghi Coltelli.

Al contrario della scena mondiale che tramava nell’ombra, il panorama fumettistico invece evolve nettamente grazie ad un artista che mostrerà appieno le potenzialità di un disegnatore/pittore

/artista che si presta a questo nuovo prodotto, quello dei fumetti. L’autore, ormai immortale, è Alex Raymond, e infatti a gennaio del ’34 fanno il loro debutto su vari quotidiani (memori del successo delle strip di Dick Tracy) le strisce di Flash Gordon e Jim della Giungla, mentre lo scrittore noir Dashiel Hammet esordisce scrivendo per Raymond le storie dell’Agente Segreto X9. Gennaio del ’34 dev’essere stato un mese importante per chi c’era, ma non si conclude tutto lì. Se parlassimo di mitologia, potremmo asserire che il 1934 è l’anno in cui il ‘Creatore’ (inteso non come essere divino, ma come insieme creativo culturale della società) crea i 4 elementi di base necessari per i fumetti. Gordon, Jim e X9 sono tre e provengono tutti dal tratto monumentale di Raymond. A giugno si affianca loro il 4° elemento/personaggio che segnerà il destino dei comics: Mandrake, il Mago, disegnato dal tratto sicuro e tenebroso di Lee Falk.

Fantascienza/Fantasy, Avventura, Poliziesco/Spionaggio e Magia, questi sono i 4 generi base di questi nuovi audaci personaggi, che lasceranno tanto il segno da venir ricordati fino ai nostri giorni, e che daranno via ad uno stuolo di imitazioni, anche interessanti, come vedremo nel nostro percorso, come neanche Dylan Dog negli anni 90… Questi 4 Elementi sono gli stessi che proporrà la Fawcett nel 1940 come potete vedere se seguite l’altra sezione del sito. Capitan Marvel, Freccia D’Oro, Spy Smasher, e Ibis L’Invincibile ricalcano l’idea dei Generi dettata da Flash Gordon, Jim della Giungla, X9 e Mandrake, anche se si sono evolute da 6 anni di fumetti che hanno lavorato su quegli stessi Generi, smussandoli, provando strane alchimie, evolvendoli in altri SottoGeneri.

E a luglio del 34 precipita nelle edicole Famous Funnies, il primo magazine/book che racchiude ben 68 pagine di fumetti, fin dalla copertina (solitamente illustrata come fosse una vignetta). Famous Funnies percepisce che i lettori americani apprezzano le strip, e memore dell’esperimento della con il book del Detective Dan dell’anno precedente (che era ristampato a manetta, e lo sarà per circa dieci anni dalla sua prima pubblicazione), e quindi cerca di saziare completamente i lettori di quel tipo di storie. Costruisce cosÎ un magazine di 68 pagine con all’interno più di cento fumetti tutti diversi.

Si, non ho scritto male. Più di 100 diversi fumetti in sole 68 pagine. E come ha fatto, direte voi? Ha rimontato le strip delle varie serie e poi le ha ridissezionate, affinchè si possa trovare nella stessa pagine da 1 fino a 4 fumetti diversi divisi per strip. In maggioranza si tratta di singole strip autoconclusive, ma al suo interno sono pubblicati anche fumetti a più ampio respiro e a puntate. Non ci sono più animali che fanno il verso agli umani, ci sono storie più adulte e di più ampio respiro pubblicate a puntate, una, due o tre pagine a numero. Serie importanti come Tailspin Tommy, Connye di Frank Godwin, ma anche riempitivi didascalici come la Storia della Francia.

Ad agosto poi cominciano le strip di Al Capp, esce Terry e Pirati, e in Italia viene pubblicato il primo epico numero de L’Avventuroso. Insomma, c’è tanta tanta roba, Flash Gordon, Mandrake, Famous Funnies, ma di Supereroi neanche l’ombra… Il prodotto è ancora latente, acerbo, ma dove sono finiti Siegel & Sushter? Loro, solo loro credo possano dirmi di più.

Non ho altra scelta, devo stargli alle costole!

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